La gestione delle emissioni industriali richiede oggi un equilibrio sempre più complesso tra prescrizioni normative, qualità del dato, valutazione degli impatti e scelte tecniche realmente applicabili. È su questo perimetro che nasce EMISSIONI – Impatti | Normative | Soluzioni, il seminario tecnico dedicato ai professionisti dell’ambiente.
Organizzato da Gesteco, Labiotest e LOD (aziende del Gruppo Luci), EMISSIONI è pensato come luogo di confronto operativo tra imprese, enti e professionisti, con l’obiettivo di dare una lettura integrata di aspetti normativi, tecnologici e gestionali.
Un luogo tecnico di confronto per imprese, enti e professionisti
Il format alterna conferenza e dibattito, mettendo al centro le principali sfide che le realtà industriali affrontano nella gestione delle emissioni: evoluzione normativa, sistemi di monitoraggio, interpretazione dei dati, gestione del rischio e soluzioni orientate all’efficacia in contesti reali.
I contenuti: quattro assi di lavoro
L’edizione di Bologna è costruita su quattro assi tematici, per accompagnare chi decide in ambito ambientale “dalla norma alla pratica”:
Aggiornamento normativo e compliance: requisiti tecnici, responsabilità, gestione operativa e rischi
Impatti e tutela della salute: trend emissivi e qualità dell’aria, con lettura tecnica delle ricadute.
Soluzioni tecniche e approcci integrati: monitoraggio, interpretazione del dato e gestione operativa in ottica multidisciplinare.
Casi studio e confronto tra pari: esperienze applicate (casi in fase di definizione) per capire cosa funziona davvero in impianto e perché.
Relatori di alto profilo e contributi istituzionali
Il programma prevede saluti istituzionali e contributi tecnico-scientifici di rilievo, con interventi da:
Città Metropolitana di Bologna (Anna Lisa Boni)
Confindustria Emilia-Romagna (Gianluca Rusconi)
Gruppo Luci (Adriano Luci)
Moderazione: Giuseppe Bortone (Istituto Superiore di Sanità).
Tra i relatori indicati:
Vanes Poluzzi (ARPAE) su qualità dell’aria e osservazioni in Emilia-Romagna
Gaetano Settimo (Istituto Superiore di Sanità) su valutazione degli impatti e tutela della salute
Avv. Domenico Giuri (BM&A Studio Legale Associato) su compliance e rischi legali nella gestione delle emissioni
Alessandro Dal Pozzo (Università di Bologna – DICAM) sulle sfide correnti nel controllo delle emissioni
A chi è rivolto
Il seminario è pensato per professionisti e organizzazioni che operano in contesti industriali:
Responsabili Ambiente / HSE–EHS manager
Sustainability manager e compliance officer
Tecnici di stabilimento, responsabili impianti e utilities
Consulenti ambientali e studi tecnici
Laboratori, enti di controllo e professionisti del monitoraggio
Funzioni legal e risk management su temi ambientali
Informazioni pratiche
Bologna – Palazzo Gnudi, Sala degli Specchi (Via Riva di Reno, 77)
Giovedì 19 marzo 2026 | 9:00–13:00
Chiusura lavori con light lunch. La location è in centro, facilmente raggiungibile anche dalla stazione; disponibile parcheggio convenzionato e diverse alternative a pochi minuti a piedi.
Partecipazione gratuita, previa registrazione.
Iscrizioni:
https://seminari.gruppoluci.it/it/emissioni-bologna-2026
Per informazioni: seminari@gruppoluci.it
Suggerimenti link interni
“Consulenze ambientali”, “Servizi di sostenibilità”, “Analisi di laboratorio: … emissioni” (sezione Servizi)
Tuvalu è un micro-Stato con un’altitudine media di poco superiore al metro sul livello del mare. Questa caratteristica geografica rende gli atolli estremamente vulnerabili all’innalzamento degli oceani, un fenomeno che nel Pacifico procede più rapidamente della media globale.
Ma ridurre questa notizia a una narrazione di “isola che scompare” sarebbe fuorviante.
Quello che sta accadendo a Tuvalu è, prima di tutto, un laboratorio di adattamento climatico, in cui la resilienza non è uno slogan ma una necessità quotidiana.
Negli ultimi anni il Paese ha avviato una strategia articolata che combina soluzioni ingegneristiche, approcci basati sugli ecosistemi e rafforzamento delle capacità sociali e istituzionali.
Il Tuvalu Coastal Adaptation Project, sostenuto dal Green Climate Fund e da partner internazionali, ha l’obiettivo di proteggere le aree più esposte attraverso barriere costiere, rialzi artificiali del terreno e la creazione di nuove superfici abitabili destinate a infrastrutture critiche.
Parallelamente, viene riconosciuto il ruolo fondamentale degli ecosistemi naturali: mangrovie, barriere coralline e vegetazione costiera non sono semplici elementi del paesaggio, ma vere e proprie difese naturali contro l’erosione e le mareggiate.
Accanto alle opere fisiche, Tuvalu investe in conoscenza e competenze. L’uso di dati satellitari, rilievi topografici e modellazione climatica permette di pianificare gli interventi in modo mirato, mentre programmi di formazione tecnica mirano a rafforzare l’autonomia delle comunità locali. L’adattamento, in questo senso, non è solo una questione di infrastrutture, ma di capacità di leggere il rischio, anticiparlo e gestirlo.
C’è però un aspetto che rende Tuvalu un caso emblematico: la mobilità umana viene riconosciuta come parte integrante della strategia di resilienza. Il programma di visti climatici verso l’Australia non rappresenta una fuga improvvisata, ma un percorso pianificato che garantisce accesso a lavoro, istruzione e servizi, preservando dignità e diritti.
È una risposta che rompe una narrazione diffusa, secondo cui adattarsi significhi necessariamente restare. In alcuni contesti, adattarsi può voler dire anche spostarsi, mantenendo vivi i legami culturali e sociali pur cambiando territorio.
La storia di Tuvalu ci obbliga a ripensare il concetto stesso di sostenibilità. Non come semplice riduzione degli impatti, ma come capacità di accompagnare le trasformazioni, anche quando mettono in discussione confini, identità e modelli di vita. In un mondo in cui sempre più comunità costiere dovranno confrontarsi con rischi simili, l’adattamento diventa un processo complesso e multilivello: difendere ciò che può essere difeso, rigenerare ciò che può essere rigenerato e, quando necessario, ripensare cosa significhi abitare un territorio.
Tuvalu non è un’eccezione lontana. È un anticipo. E ci ricorda che la resilienza climatica non è fatta solo di muri e barriere, ma di scelte politiche, cooperazione internazionale e nuove forme di solidarietà globale.
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